Agente letterario, agenzia letteraria

 

Cosa fa l’agente letterario


“Agente letterario”, questo sconosciuto! La figura dell'agente letterario è, negli ultimi tempi, molto presente all'interno del panorama dei “processi” che compongono l'iter editoriale: soffermiamoci un attimo su questa figura che rischia di passare quasi inosservata in alcuni contesti e agli occhi di chi è, anche suo malgrado, poco informato. La sua figura, nonostante in Italia sia ancora meno riconosciuta che all’estero, consente all’autore emergente di muoversi all’interno della grande rete di parole e proposte di pubblicazione più o meno valide di cui è composto il settore editoriale. Nei confronti degli stessi editori, l’agente letterario svolge un ruolo di promotore del giusto libro da posizionare sul mercato, glielo fornisce già corretto, privo di qualsiasi difetto.

Il mio lavoro sta, dunque, nello svolgere un ruolo ancora precedente a quello rappresentato dall'editore vero e proprio. Di cosa mi occupo per la precisione:

Valutare manoscritti: autore e lettore viaggiano all'unisono, sono e possono essere interscambiabili di ruolo e pretendono l'uno dall'altro coscienza di forma e di contenuto. Spesso, una delle due, non compete a entrambi. Spesso, quell'organo intermediario che fra la comunicazione dei due si frappone, è determinante perché il messaggio arrivi a destinazione e lo stesso processo di trasmissione sia concluso. Spesso, è la chiave che rende possibile tutto questo. La fase più importante e delicata nel percorso verso la pubblicazione è la valutazione del materiale inviato dall’autore. Leggendo, mi accorgo di tutti gli elementi che compongono il testo: la struttura narrativa, la grammatica, le parti che compongono trama e caratteri, lo stile, le scelte linguistiche, e così via. Amo gli autori certi di aver scritto qualcosa in cui valga la pena credere. Posso aiutarti in questo, ma se non parte da te, quella voglia di arrivare, mi metterai soltanto i bastoni tra le ruote, li metterai principalmente tra le tue. Se ti ho scelto, è perché hai scritto un testo originale, che lancia una sfida al lettore, lo induce a riflettere o lo porta su un piano emozionale ricco, che lasci un’impronta. Che sia unico e irripetibile, insomma.


Correggere manoscritti
: l’opera non può definirsi tale se piena di refusi o scorrettezze linguistiche. A volte, è difficile spiegare agli autori il motivo per cui l’editing del manoscritto sia necessario al fine di presentarsi agli editori al meglio delle possibilità; molti, pensano che sia solo un modo per estorcere denaro facile. Il problema sta proprio qui: correggere un testo non vuol dire soltanto sistemare i refusi o cancellare i doppi spazi, eliminare gli errori di distrazione: quando l’editor prende in mano ciò che avete scritto, lo fa secondo una prospettiva che ha molteplici sfaccettature, diverse visuali attraverso cui gestire e collocare il testo: l’aspetto tipografico corretto, ad esempio, è quasi sempre mancante o parzialmente adeguato; non va infatti sottovalutato ma spesso, questo, lo scrittore non lo sa né può saperlo, se non ha frequentato ambienti editoriali e affini. Ogni casa editrice ha un suo standard di canoni pre-stampa e devono essere rispettati al fine di pubblicare libri sempre precisi nello stile e contraddistinti. Allo stesso tempo, l’editoria di per sé esige alcuni standard: si possono trovare nell’uso di particolari caporali, nella dimensione dei margini di impaginazione e tante altre tecniche che concorrono a creare il perfetto prodotto digitale del manoscritto inviato dall’autore. Perciò, sotto l’aspetto tipografico, un testo sarà sempre mancante in qualcosa e dovrà essere adeguato. Ma non si tratta solo di accorgimenti da canone editoriale: il testo, in fase di correzione, viene sistemato valutando lo stile linguistico, la corretta contestualizzazione, le scelte in base a modernismi o etimologia, l’uso adeguato delle strutture narrative e, ancora, la giusta correlazione tra eventi e spazio-tempo, gestita attraverso le strutture verbali. Se gli editor sono saturi di lavoro, perché in Italia si pubblica sempre di più e male, ebbene, la correzione più importante di un testo, l’editing, è praticamente assente quasi ovunque. E di nuovo entra in gioco l’agente letterario. Egli non solo conosce il mercato editoriale e quotidianamente si informa su come esso cambia e si evolve, ma è un avido lettore, di conseguenza, attua sul testo tutti i miglioramenti possibili e lo rende conforme, pur lasciando intatta la sua originalità, per il grande pubblico. Poi rimanda tutto all’autore, che ne è unico proprietario, e ha perciò l’utima parola su tutto. Se un cambiamento non viene accettato dall’autore, nonostante sia sempre giustificato e motivato dall’editor, questi comunque lo cancellerà, ripristinando l’originale. Certo, a quel punto, se venisse presentato un testo mancante agli editori o allo stesso lettore finale, gli esiti sperati potrebbero non aver luogo.


Rappresentanza vera e propria
: mi occupo di contattare personalmente gli editori che potrebbero, secondo la mia esperienza, essere inclini a pubblicare il testo. Si attende un un po’, un mese al massimo, in prima battuta, un tempo necessario perché gli editori contattati valutino nel giusto modo l’opera, poi, si riparte con la sponsorizzazione dell’autore, al fine di ottenere una proposta concreta. Nulla vieta all’autore di adoperarsi per primo e privatamente per fare ciò, ma è prudente correre il rischio di firmare un contratto (se arriva) con termini di vincolo poco chiari o false promesse, presto smascherabili da chi, invece, conosce bene il settore? Oppure, perdere possibili occasioni per via del poco tempo da dedicare alla ricerca?


Promozione editoriale
: la pubblicazione come ultimo scoglio? Assolutamente no. Ora devi arrivare al lettore. Come? Non basta pubblicare: potresti restare nello scaffale a prendere polvere, hai scritto la storia più bella, hai le migliori armi in mano per catturare ogni target di lettura, eppure nessuno sa perché dovrebbe leggere ciò che hai scritto. Il mio percorso nel campo del marketing, oggi, conta diversi anni di cammino e molta esperienza acquisita: la mia intenzione è quella di rendere la tua figura di autore salda nel periodo che precede e che segue alla pubblicazione: dopo la nascita vera e propria del libro, non sarai mai solo! Ti farò da Ufficio Stampa e sarò la tua portavoce non solo presso le case editrici ma sul Web, la via più veloce per giungere ai lettori di tutto il mondo, creando intorno a te il terreno fertile che, con le tue opere e i tuoi interventi pubblici, comincerai a lavorare. Solo così potrai raccogliere, solo lasciando traccia visibile di quelle tante e buone intenzioni che hai messo su carta, mentre scrivevi, e tirato fuori dal cassetto, perché prendessero vita.
Compito dell’autore è SEMPRE guardarsi intorno, interagire con possibili lettori, farsi un’idea di ciò che vende leggendo molto e in modo variegato ma con un obiettivo; partecipare a eventi, presentazioni, fiere sull’editoria, organizzare le proprie uscite letterarie, portare in giro le proprie opere come si porta una borsa, e non perdere mai l’occasione di mostrarsi. E poi inviare i libri alle persone che più si stimano, giornalisti, editor, personaggi di settore… Non avere mai la presunzione di asserire che il tuo libro piacerà a tutti, ma non essere, allo stesso tempo, troppo timido da impedire che la tua opera ottenga il riconoscimento che merita. Chi può fermarti, adesso? Lo so, è un percorso spesso molto lungo e travagliato, che può conoscere crisi d'identità, insicurezze e terrore di non farcela, prima ancora della meritata soddisfazione che arriva sì alla pubblicazione, ma, in modo completo, dopo aver ottenuto buoni risultati a posteriori, nel momento di raccogliere i frutti della promozione. Se quest’ultima non è adeguata, sarà estremamente difficoltosa, per l'autore, la scalata fino alla vetta.
Cosa aspetti? Sai di essere uno scrittore, fa’ che anche gli altri lo sappiano!